Il leone non è in caccia qui:
L'ultimo Hopper PDF Print E-mail
Le vite possibili
Written by www.illeonedorme.it   
Tuesday, 09 December 2014 14:18
There are no translations available.

Il primo Hopper lo vide a 12 anni, al Virginia Museum of Fine Arts. Suo padre lo sollevò per fargli ammirare il quadro da vicino. Un edificio davanti ad un parco, all'imbrunire. Era un quadro senza centro: si vedevano solo la parte destra del palazzo e dall'altro lato l'estremità di un lampione ai piedi di una scalinata che andava verso il buio.
L'ultimo Hopper lo sta osservando ora tra le sue mani, illuminato dalla pila stilo che stringe tra i denti. - Bellissimo. - Pensa. E pensa anche a come si sente in questo momento. Molto bene.
Ora deve solo scendere nell'art-shop del museo, cercare un tubo di cartone con una piccola x rossa sul coperchio, arrotolare la tela ed infilarcela. Al resto avrebbe pensato il suo cliente.
Deve? Dovrebbe farlo. E' stato pagato, molto, per questo. Ma dal momento che ha avuto l'Hopper tra le mani ha capito che non l'avrebbe fatto.

Fuori dal Museo, mentre cammina tra la gente pensa a come fare perdere le tracce di sè. Perchè sicuramente il suo cliente non l'avrebbe presa bene. E avrebbe cercato di fargliela pagare. Di sicuro. Nello zaino ha l'Hopper arrotolato e tutta la sua attrezzatura, pensa a come metterla al sicuro prima di sparire.
Non si accorge dell'auto che lo segue e dei due individui in completo Armani che escono fuori e in pochi passi lo raggiungono. Quando sente la mano sulla spalla sbianca in volto. Con uno scatto si volta e inizia a correre verso l'auto. Proprio mentre la sta superando dallo sportello posteriore esce una gamba e mentre cerca di schivarla impatta contro qualcosa. Una testata tremenda. Contro un lampione identico a quello del quadro di Hopper pensa, prima di precipitare in un sole vorticoso che sbatte i denti ed ha due occhiacci neri senza fondo.

Rinviene in un vicolo buio, sorpreso di essere vivo. La testa è un gong di pietra, ma è ancora attaccata al suo corpo. Buon segno. - Lo zaino! - Si mette carponi a tastare tutto attorno, ma non lo trova. Arrivato ad un muro si appoggia per alzarsi e lo vede. Capisce subito che è vuoto. Tutto attorno sono sparse le sue cose, la sua preziosa attrezzatura di scasso, i suoi gadget elettronici costosissimi. C'è tutto, e tutto sembra incredibilmente integro. Tutto tranne...
- Ah... già, non c'è l'Hopper. - Si siede per terra. E inizia, dapprima debolmente, quasi un singhiozzo, a ridere. Una risata che diventa qualcos'altro, che gli ricorda le risate che faceva quand'era bambino e suo padre lo prendeva e lo lanciava in aria e a lui sembrava di volare per lunghi intensissimi meravigliosi secondi.
Più tardi, mentre si siede sullo scompartimento del treno che l'avrebbe portato fuori dallo stato, gli scappa un'altra risata. Alcuni dei suoi compagni di viaggio lo guardano sorpresi.
Mi dispiace, pensa. Proprio mi dispiace. Non poter raccontare le due scene che ho immaginato. Il cliente mentre osserva con la bocca spalancata l'Hopper che i suoi sgagnozzi gli hanno portato. E il direttore del museo mentre scopre che la copia del quadro di Hopper appesa dietro la scrivania del suo ufficio è l'originale.

 
Stanco PDF Print E-mail
Giulio & Valerio
Written by www.illeonedorme.it   
Sunday, 12 October 2014 09:50
There are no translations available.

- Valerio, finisci la pasta nel piatto!  Non hai piu' fame?
- No mamma, sono stanco di andare su e giu' con il cucchiaio.
 
 
Merito-jugend PDF Print E-mail
Le vite possibili
Written by www.illeonedorme.it   
Tuesday, 23 September 2014 21:49
There are no translations available.

mele-e-pereCompro da almeno vent'anni il Sole 24 ore alla domenica, ovviamente per il domenicale. Con questo giornale ho un rapporto ambivalente: apprezzo e leggo con piacere diversi articoli ma ce ne sono altri, e ce ne sono sempre di più, che sono assolutamente insopportabili. Vale la pena comunque leggerli, perchè fanno comprendere in maniera molto lucida lo spirito dei tempi.

Domenica 21 settembre c'è stato l'ennesimo ripetitivo noiosissimo articolo del direttore Roberto Napoletano. Sono certo insopportabile anche per lui che si trova -evidentemente per contratto- a ripetere le medesime parole d'ordine ogni settimana senza cedere di una virgola. In realtà una unica parola d'ordine: merito, merito merito.....

Questa settimana la vittima inconsapevole appariva come di consueto un(a) giovane: “Il sogno di valentina e la scossa meritocratica che serve”.

I giovani sono la preda perfetta: bravi e preparati, vittime di un sistema italia che non sa valorizzare i loro talenti ed anzi li spreca. Nel senso che se nemmeno i privati li assumono la colpa è del sistema (e alla fine dello Stato che avvolge il privato di tasse, lacci e lacciuoli), se è il pubblico (come in questo caso) a non valorizzarli la responabilità è direttamente del medesimo. I giovani sono una ottima carne da cannone per le bombe retoriche che il Sole spara in abbondante compagnia da oramai quasi due decenni.

Epperò. Caro Roberto Napoletano, direttore del Sole 24 ore. Che racconta la storia di questa ragazza? Lei tenta di uscire dal “posto fisso” della pubblica amministrazione dopo lunghi anni in cui si “era illusa “ di poter portare nell'arrogante, superficiale “mondo della pubblica amministrazione italiana” l'esperienza maturata in Inghilterra ed Australia. Nulla da fare. Per cui Valentina è riuscita a farsi dare un part-time (per fortuna che lavora in una PA, fosse nel privato non l'avrebbe ottenuto facilmente) che le permette di lavorare per l'European Research Council dove seleziona progetti di alta tecnologia che competono per ricevere fondi di ricerca.

Al che Roberto napoletano conclude:

anch'io ho un sogno... che si riuscisse a far entrare uno straccio di criterio meritocratico... si reclutassero i migliori... per valorizzare i nostri cervelli, prima di perderli... (contro) i mandarini di sempre che sanno solo bloccare qualunque cosa (senza) …valorizzare le risorse importanti che ancora sopravvivono con il loro bagaglio di capacità ed esperienza. Un Paese serio non può tollerare a lungo una situazione simile.”

Come si può, genericamente, non essere d'accordo in buona parte? Non fosse che il “criterio MERITOCRATICO” nulla centra con tutto il resto e con la storia di Valentina.

Napoletano confonde mele e pere, e nessuno (magari neppure lui) se ne accorge, tanto oramai da anni siamo abituati a mangiare mele pensandole pere.

E' evidente che il problema sollevato da Valentina non è quello di “un merito” che non viene riconosciuto, ma quello di un sistema dove LE PERSONE (ripeto: non IL MERITO) non vengono riconosciute. Questo sistema che non riconosce LE PERSONE nella loro diversità, potenzialità, soprattutto nella loro unicità, schiacciandole sotto la minaccia dell'emarginazione e della perdita del posto, svalorizzandole appunto COME PERSONE, è il medesimo sistema che IL SOLE promuove (ripeto, in vasta e felice compagnia) con pervicace costanza, sotto le campane che prendono appunto il nome di MERITO.

Nella sadica visione meritocratica di Napoletano, le colleghe e i colleghi di Valentina sono ovviamente IMMERITEVOLI, complici, sostenitori privilegiati del sistema, dato che non hanno cercato di venirne fuori. Ovviamente noi che ne sappiamo di loro e delle loro scelte? Nulla.

Eppure nel quadro di Napoletano è tutto chiaro. Valentina, con una gamba nel pubblico (non si sa mai) e l'altra nel privato diventa il simbolo del merito che vince (In hoc signo....).

Ben sappiamo che “meritocrazia” nelle intenzioni dell'autore del neologismo era un termine ironico e deteriore. Ma forse non abbiamo ben ragionato di come una società meritocratica sia necessariamente una società di schiavi e di servi e ovviamente di padroni.

Già! Basta leggere -e se serve sono pronto a fornire materiale in abbondanza- che cosa pensavano i padroni nei secoli (dai latifondisti del '600 all''800 schiavista americano, fino alla letteratura russa pre-rivoluzionaria) dei loro schiavi, servi, dipendenti: scansafatiche, crapuloni, perditempo, che andavano controllati continuamente, mai persi di vista, anche quando lasciavano l'anima sui campi o sugli opifici. Gli strumenti di controllo erano il bastone e la carota: la frusta, il licenziamento, e il premio, per i più meritevoli, che potevano aspirare a diventare fattori, capetti, ecc.

E insomma: chi diavolo decide chi è meritevole? Chi se non qualcuno che ha un potere o a cui viene affidato il potere di giudicare qualcuno che questo potere non ha?

E subito dopo: meritevole per che cosa poi? Per essere stato giudicato migliore di un altro. Avete capito? La vita come una gara in cui dobbiamo correre come dei cavalli cercando di essere più veloci degli altri. Non è importante nemmeno ciò che si fa (e ovviamente nemmeno ciò che si è come persone) ma riuscire a dimostrare che gli altri SONO PEGGIORI DI NOI.

Consiglio vivamente la lettura del bellissimo volume di Jack London, Il popolo dell'abisso, che racconta la Londra dei miserabili di fine '800. E' stato ripubblicato quest'anno da Mondadori.

Leggetelo e ditemi se l'equazione 1800=2000 non vi sembrerà in fondo terribilmente realistica.

 
Taen e Tabie PDF Print E-mail
Le vite possibili
Written by www.illeonedorme.it   
Monday, 21 April 2014 15:10
There are no translations available.

Di Livio Scattolin, autore (testi e immagini) tra l'altro de "I Giorni della merla", favola per grandi e piccoli che riprende personaggi della tradizione popolare ed ariostesca, propongo questo divertimento su cui non si può non trovarsi d'accordo...
le-talpe_piccola
 
Iggy Pop legge il giornale PDF Print E-mail
Le vite possibili
Written by www.illeonedorme.it   
Tuesday, 11 February 2014 22:08
There are no translations available.

Iggy sta leggendo un giornale (dirò alla fine quale) e non crede ai suoi occhi. Nell'articolo il politico (uno di quelli che incontriamo a volte nei talk show del mio paese) spiega che la Lista di Tsipras alle elezioni Europee della prossima primavera (siamo nel febbraio del 2014) è una risorsa importante per l'Europa. Per usare le sue precise parole: per dare vigore politico a un'alternativa europeista per lo sviluppo sostenibile, la dignità della persona che lavora e la rianimazione della democrazia.
- Buon Dio- fa Iggy -ma è lo stesso...
-Già- rispondo io, che sto leggendo lo stesso articolo alle sue spalle -è' proprio la stessa persona.-
Iggy sghignazza. -Certo che voi italiani siete proprio forti. Da noi la democrazia è andata a male da un pezzo, ma qua vi menano per il naso peggio che negli iu-es-ei!
- Sai che ti dico Ig? Secondo me è ancora peggio.- Lui mi guarda sorridendo. Fa girare il chupa tra i denti. -Che vuoi dire?  -Dico che potrebbe essere anche sincero, pensarlo veramente. Lo sai fa parte della minoranza del suo partito.-
Iggy sbuffa e mi punta il chupa addosso -Si è dimesso, mi pare, forse è un messaggio per il segretario, quello là che sembra mister Bean, come si chiama...-
Mi stupisco sempre delle capacità di Iggy. E' una bestia strana. Ho scoperto (non me l'ha detto lui) che ha un certo successo nell'ambiente della neurochirugia americana.
- Cosa dice il resto dell'articolo - mi fa - faccio troppa fatica a leggere l'italiano, riassumi tu per favore.-  Cerco le parole giuste per raccontargli l'articolo di Fassina. Qualcosa del tipo, che serve un programma alternativo per la crescita, della subalternità culturale ... di un malinteso senso di responsabilità nazionale, dell'insostenibile europeismo liberista, rappresentato dall'Agenda Monti...
- Ma come- fa Iggy - lui e il suo partito hanno sostenuto il businessman Monti, l'uomo della Goldman!
-Aspetta Ig, aspetta- ho continuato -parla della complicità subalterna ai conservatori della Merkel, dell'autolesionistica politica economica europea un'imputazione valida anche per lo scandaloso Hollande che recita il mantra dell'offerta che crea la domanda. Siamo d'accordo l'euorozona è sulla rotta del Titanic, l'icerberg è sempre più vicino.
- IN-CRE-DI-BLE! Ma sembra un rosso, o quello della Grecia, come si chiama, ... Tsipras?
- Complimenti Ig! Conosci l'uropa meglio di troppi europei.- Mi fa l'occhiolino e mi tira addosso il giornale. - E' il lavoro che faccio. Se non ti dai alla droga devi trovare qualcosa che ti faccia andare via di testa!
Rido, rido e rido fino a rotolarmi per terra. Lui mi guarda senza nemmeno sorridere, ma almeno si mette a fare il caffè. Quando me lo porta, un bel po' di tempo dopo, mi sono ripreso abbastanza.
- Ma ascolta - mi fa - ascolta: che cos'è che vuole?
-Fassina? Fare rete con il movimento di Tsipras, quello promosso da Barbara Spinelli e...
Mi blocca. -No, voglio dire che cosa vuole se non vuole l'austerità?
Prendo il giornale (Manifesto 11-02-14) e leggo: una politica monetaria più aggressiva, cambio di segno nella politica di bilancioper un allentamento nella periferia e una decisa espansione dei paesi del centro, avvio di investimenti europei... finanziati con euro project bonds e imposta europea sulle transizioni finanziarie speculative...controlli nei movimenti di capitali... punto decisivo ristrutturazione dei debiti sovrani insostenibili.
Ig batte le mani usando due dita. Poi con un dito mi fa segno no no no.
-Che vuoi dire?- faccio io.
- Dico che quando gli stati uniti sono diventati una nazione hanno pagato tutti insieme il debito di tutti gli stati. Erano 13 stati. Il segretario del tesoro di allora, Hamilton, ha disposto il pagamento di tutti i debiti. Questo ha reso gli stati uniti un paese vero e credibile. Ma c'è ancora un'altra cosa. Più importante!
-Iggy non mi tenere sulle spine. Che vuoi dire?
-Lo sai quale è il vero tesoro della modernità? Degli USa come dell'Europa? La ricchezza vera, quella che dovrebbe essere veramente protetta. Non quella merda dell'oro. Lo sai?
-Sicuramente no, dimmelo tu Ig.
-Siete voi! Siamo noi! Le persone. Quelle che lavorano e quelle che non fanno un cazzo. Già anche quelle. Le mamme che fanno i bambini e i bambini. I vecchi che non sono capaci di camminare. Anche loro. Questo VALE. La persona. Le persone. Mica è una novità. Per cinquanta anni almeno l'abbiano rinfacciato ai comunisti russi. Voi non rispettate le persone. Ma tra di noi c'era chi pensava: bravi!! Anche noi dovremo fare come voi. Schiacciare questa merda di umanità che si è presa una fettina di sole. Ributtiarla in fondo al pozzo appena sarà possibile. Beh, sono le persone l'oro. Il tuo Fassina questo non lo dice. O forse non lo sa.
 
Mnogaja ljeta PDF Print E-mail
Le vite possibili
Written by www.illeonedorme.it   
Tuesday, 07 January 2014 23:56
There are no translations available.

Alcune riflessioni sul tema: l’allungamento della durata media della vita è una cosa buona?
Partendo da un bell'articolo di Ceserani e da una provocazione di GIULIO MOZZI su Vibrisse.
Il mio commento è dell'8 gennaio 2014 alle 01:24

in coda Mnogaja ljeta cantata da un coro liturgico russo...

http://vibrisse.wordpress.com/2014/01/06/questo-luogo-comune-e-vero/#comment-30767
 
Sciogliamo il popolo! PDF Print E-mail
Le vite possibili
Written by www.illeonedorme.it   
Thursday, 24 October 2013 20:57
There are no translations available.

Stamane alla città di radio 3 ho sentito l'ennesimo tecnico demografo universitario Alessandro Rosina confermare che "la crisi" è tutta colpa "degli italiani" che già "prima che la crisi partisse" non hanno saputo cambiare ed adattarsi "alla globalizzazione".
Il declino non esiste, sono gli italiani che si arroccano a difendere posizioni indifendibili (e quali sono alla fine? la possibilità di essere curato se si sta male, di avere una scuola decente per i propri figli e 2 lire di pensione quando si sarà troppo vecchi per lavorare, mica la dittatura del proletariato!).

Non c'è buon Dio tra gli "intellettuali" qualcuno capace di rispondere ai mille Rosina che sentiamo sempre e ovunque con le parole che Brecht rivolse timidamente (ma puntutamente) al partito comunista della Germania Est che reprimeva con il sangue gli scioperi operai nel '52:

"Non sarebbe stato più facile, in quel caso per il governo, / sciogliere il popolo ed eleggerne un altro?"

Cazzo.

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-07f55414-3ccb-4f39-9847-8fecca0cb26d.html
 
Il cielo davanti alle nuvole PDF Print E-mail
Sogni dal cielo
Written by www.illeonedorme.it   
Thursday, 03 October 2013 07:16
There are no translations available.


Il cielo davanti alle nuvole

ha un colore invisibile
per tutti quelli che non lo amano

nessuno ha il desiderio
di salire là sopra
per prendere i suoi doni

il primo è quello di camminare
senza guardarsi dietro alle spalle

il secondo
è quello di scambiare i propri occhi
senza poter sapere cosa si riceverà in cambio,

il terzo è cedere
tutto quello che
non
si possiede senza mai più
chiederlo indietro

il quarto è scoprire l'allegria degli altri e non
avere paura di condividerla,

il quinto dono è quello di smettere di fare
quello che non vogliamo fare

e l'ultimo
è quello di vedere
solo i colori invisibili
e nessun altro

quando le nuvole nascondono il cielo.
 
Guidante PDF Print E-mail
Giulio & Valerio
Written by www.illeonedorme.it   
Wednesday, 21 August 2013 12:34
There are no translations available.

Ieri Valerio si è infilato come al solito sul suo posto preferito nella Qubo: davanti al volante. La preoccupazione ovviamente è che non ci sia la chiave in auto, Valerio ha 2 anni e mezzo e tanta voglia di guidare.
- Valerio! COSA stai facendo...?!
Mi guarda sfrontato come al solito e mi risponde:
- Io.. io faccio il guidante, papà!
Ho sorriso pensando di spiegargli che SI DICE semmai "guidatore", ma mi sono trattenuto. Perchè? Guidante mi piaceva di più, mi sembrava quasi più azzeccato.
C'ho pensato un po', effettivamente, non diciamo "amante" (part.pres.) per definire chi "in questo momento" sta amando tizio/a e "amatore" semmai chi ha una passione per qualcosa? Quindi "guidatore" è chi abitualmente guida l'auto e "guidante" chi l'auto in questo momento la sta guidando (o fingendo di farlo come Valerio), con l'intensità con cui può farlo solo un innamorato (amante) ed un bambino (guidante)?
 
Secoli e secoli PDF Print E-mail
Giulio & Valerio
Written by www.illeonedorme.it   
Monday, 11 March 2013 00:00
There are no translations available.

Oggi Giulio (come al solito) zitto zitto si è infilato nel lettone di mattina presto, e insomma è dura dormire con qualcuno che ti dà continuamente pedate o ti scambia per un cuscino.
Anche la mamma è stanca dell'andazzo e alla mattina, mentre tutti fanno colazione, ha minacciato:
- Guarda che appendo sulla porta della nostra camera un cartello che dice che questa è la camera dei genitori e qui dormono solo loro! -
Giulio le ha risposto: - Mamma no, io voglio dormire nel tuo letto nei secoli dei secoli... -
Qualche giorno fa è morta la nonna di Giulio, mia mamma, e queste parole mi hanno fatto tanta tenerezza...
 
Una favola PDF Print E-mail
Giulio & Valerio
Written by www.illeonedorme.it   
Monday, 18 February 2013 00:00
There are no translations available.

Le favole ci raccontano..
Stretto in braccio alla mamma Giulio guarda il fratellino che si avvicina e ci avverte:
- Voglio mangiare il fegato di Valerio!-
Il papà, a cui sfugge al momento il nesso folklorico, si allarma e cerca di sdrammatizzare:
- Ma che dici! E' un fegatino piccolo così... non basta nemmeno per una tartina!-
La mamma che vede lontano ammicca al papà:
- Non hai capito? Biancaneve, il cacciatore e la regina...-
Il papà si dà una bottarella sulla fronte:
- Ma già! E' una citazione dei fratelli Grimm... il cacciatore che deve uccidere Biancaneve e portare il suo fegato alla Regina...-
La mamma lo guarda con commiserazione:
- Ma che citazione! La Regina non è più al centro del mondo e vuole eliminare la sua rivale! La situazione ti ricorda qualcosa...? -
 
Il corpo PDF Print E-mail
Giulio & Valerio
Written by www.illeonedorme.it   
Saturday, 15 September 2012 21:45
There are no translations available.


Giulio ha partecipato al funerale di una prozia, di religione buddista. La cerimonia si è svolta nella saletta del crematorio, un'ambiente intimo e luminoso, privo di qualsiasi simbolo religioso.
Giulio è rimasto molto colpito dal fatto che il corpo della zia sarebbe stato bruciato e non sepolto, ed ha posto diverse domande a mamma e papà.
Alla fine la mamma gli ha chiesto: - E tu Giulio che cosa preferiresti, che il tuo corpo venga cremato o venga sepolto sotto terra?
Giulio ci ha pensato un po' e poi ha risposto:
- Come Gesù, mi mettono nel sepolcro e poi risorgo!

 
Tutto PDF Print E-mail
Noi
Written by www.illeonedorme.it   
Thursday, 12 July 2012 07:31
There are no translations available.


Tutto quello che siete disposti a perdere lo perderete.

Tutto quello che siamo disposti  a perdere lo perderemo.
L'ho compreso veramente
oggi
ascoltando le parole del nostro presidente del consiglio
l'Italia sta affrontando un percorso di guerra

e mi è tornato alla mente Salamov dei racconti di Kolyma
quando rifiuta di dare al carceriere che gliela chiede (per deriderlo) la sua anima:

"No, l'anima non ve la do!"
e si lascia seviziare per non cedere qualcosa in cui egli stesso ammette di non credere.
Che cosa non siamo disposti a cedere noi.

Forse è venuto il tempo di scoprirlo.

 
Attentati in promozione PDF Print E-mail
Le vite possibili
Written by www.illeonedorme.it   
Friday, 25 May 2012 21:03
There are no translations available.


Accadde che in un paese in una situzione di difficoltà economica ed instabilità politica capitassero le elezioni amministrative.
Durante le operazioni di voto dei terroristi attentarono alla vita di un alto dirigente di una azienda statale, senza tuttavia ucciderlo.
Due settimane dopo, il giorno prima del ballottaggio elettorale, alcune bomole riempite di gas vennero fatte esplodere davanti ad una scuola, con un radiocomando, provocando la morte di una studentessa ed il ferimento di alcune sue compagne.

Un attentato individuale, che ha tutte le caratteristiche per ricordare la stagione delle brigate rosse, anzi l'apertura degli anni di piombo con le gambizzazioni che precedettero gli omicidi, ed un tentativo di strage, che fa invece una vittima (ma avrebbe potuto farne molte di più) e ricorda invece il modus operandi dello stragismo fascista e dei servizi segreti, colpendo nel mucchio.
C'è un di più di senso: 3 giorni dopo ricadeva l'anniversario ventennale di una strage compiuta con una bomba radiocomandata in cui venne ucciso un magistrato la moglie e alcuni uomini della sua scorta.
La scuola colpita dell'attentato è dedicata appunto alla moglie del magistrato assassinato.

Due attentati e nessuna rivendicazione, o almeno nessuna rivendicazione veramente sensata.
Infatti, mentre per il primo arriva -4 giorni dopo- una lettera contro "lo stregone dell'atomo" ferito, compiaciuta dell'azione realizzata ma dall'autenticità dubbia, il secondo rimane senza  un autore, anche incerto (e che rivendicazione si può dare a un attentato del genere in effetti?).

Nord e sud, fascisti e comunisti (o anarchici), attentato e strage, politica e mafia, stato dei servizi e antistato, elezioni e ballottaggio, una persona ferita ed una persona morta, un dirigente e una studentessa, un'azienda di stato ed una scuola statale... è come se qualcuno volesse presentarsi con un potente biglietto da visita: siamo pronti a tutto, siamo capaci di tutto, siamo "menti raffinatissime" (come disse il magistrato assassinato approposito delle persone che avevano tentato di attentare alla sua vita, prima di riuscirci davvero), soprattutto non abbiamo preclusioni ideologiche. Un po' come il capo del governo del paese in questione, un economista liberista,  che solo un mese prima, ospite del più grande paese comunista del mondo, dichiarò: "ormai siamo tutti liberi da pregiudizi ideologici".

Siamo in vendita? Abbiamo un progetto preciso? Stiamo lanciando un segnale che a qualcuno è assolutamente chiaro? Stiamo minacciando qualcuno?
Non possiamo sapere cosa costoro veramente vogliono comunicare con questi due barbari atti e non sappiamo nemmeno con chi vogliano comunicare.
Però è assolutamente certo che stiano comunicando qualcosa a qualcuno e che questo qualcuno abbia ben compreso il loro messaggio.
Sicuramente anche noi, noi popolazione, siamo parte del messaggio: perchè come al tempo delle stragi nere e degli attentati rossi la popolazione è considerata un organismo da manipolare e eterodirigere con la paura, l'incertezza, la mancanza di punti forti di riferimento.

E quale momento più propizio di questo?


 
Joomla templates by a4joomla